Discipline

Recitazione: Io nasco da genitori entrambi artisti Silvia Dionisio (attrice) e Ruggero Deodato (regista), anche se mio padre si definisce un artigiano. La mia formazione artistica nasce a quattro anni con la mia prima pubblicità (formaggino Mio); ha poi proseguito parallelamente alla formazione scolastica, fino a quella universitaria. Conclusasi con una Laurea in Giurisprudenza. La mia passione per il cinema, soprattutto anglofono, e per il teatro, da Shakespeare ai Musical londinesi, mi ha spinto a partire per Londra dove ho studiato recitazione e ho potuto apprezzare la minuziosa preparazione tecnica e l’attenta ricerca della verità, tipiche delle scuole inglesi. La potente tradizione del metodo Stanislavskij veniva adattata all’inevitabile evoluzione della recitazione e alla nascita dei nuovi mezzi di comunicazione come radio, cinema, televisione. Ciò che ho appreso là, l’ho adattato a ciò che avviene da noi. In Italia, difatti, ho continuato il mio apprendimento attraverso l’esperienza lavorativa diretta: una grande palestra!

La ricerca della verità sarà alla base dello studio di questa disciplina. L’attore/interprete dovrà dar vita al proprio personaggio con il corpo, gli occhi e la voce. Lo studio della tecnica varierà in base al mezzo utilizzato, che sia un palcoscenico, la macchina da presa o la radio. Impostazioni diverse ma un unico obiettivo: la verità! L’attore imparerà ad interagire con un pubblico, con una mdp/telecamera e con un microfono nel buio di una sala. L’attore dovrà “fare amicizia” con la cinepresa, come affermava Michail Cechov (allievo di Stanislavskij che diffuse il Metodo negli USA, adattandolo al cinema). Si pensa che solo il teatro regali un’interazione emotiva tra pubblico e attori. Non è così, non solo il teatro. Una vera sfida è riuscire a coinvolgere persone intorno a te…che non sono lì per te, persone a cui strappi un silenzio pieno, un’attenzione totale non perché hanno pagato un biglietto ma perché sei tu che li hai travolti con la tua energia. Parlo di quei macchinisti, operatori macchina, truccatori…e di tutti gli altri componenti la troupe di un set cinematografico/televisivo, che sei riuscito a fermare per un lungo momento e a distrarre dal loro lavoro. Questa è una sfida, questo è il nostro lavoro. Intrattenere e “trattenere”.

Dizione, respirazione ed educazione vocale: Un buon attore ha inoltre l’obbligo di essere in grado di comunicare e di essere soprattutto udibile. La scuola seguirà un percorso di educazione della voce, partendo da una corretta respirazione, fino ad arrivare ad un uso attento e consapevole dell’apparato fonatorio, per poter articolare…la parola. Lasciando comunque salva la, sempre presente, possibilità di potersi esprimere anche in dialetto (utile alla professione), ma attenzione: tale possibilità deve essere frutto della libera scelta dell’attore di poter usufruire, con tranquilla padronanza, sia del dialetto che della lingua italiana.

Regia dell’attore: Ruggero Deodato si occuperà, attraverso l’uso della telecamera e del montaggio, innanzitutto dello studio della recitazione cinematografica/televisiva e della tecnica utilizzabile in un ambito diverso da quello teatrale, analizzando e affrontando tutti i conseguenti “inconvenienti”, come: la mancanza di un pubblico che interagisca, la presenza di una fredda, distaccata e apparente nemica cinepresa, il frequente spezzettamento della scena dovuta ad interruzioni tecniche, artistiche, logistiche, economiche e, soprattutto, quelli insiti nella natura stessa del mezzo cinematografico/televisivo.

In secondo luogo, il maestro Deodato avrà premura di spostare il punto di vista dell’attore, allontanandolo dall’arena e quindi annullando la sua visione soggettiva ed emotivamente coinvolta dell’azione per portarlo aldilà della macchina da presa, acuendo lo spirito obiettivo e la sua visione globale del tutto, imparando così e soprattutto dall’osservazione e dalla direzione artistica dei suoi stessi colleghi/attori a lavoro.

 

Ritmo dell’interpretazione: Felice Di Laudo, “Felix”, utilizzerà le sue percussioni per far comprendere agli attori quanto la recitazione sia legata al ritmo…si fonda con lo stesso. E non solo il movimento e la parola, la cosiddetta azione, ma soprattutto le stasi, i silenzi…le pause! La pausa…un elemento fondamentale nella vita sul palco o di fronte alla macchina da presa. Un elemento, la cui durata è spesso sottovalutata…ed invece possiede un tempo perfetto, né poco, né troppo…né meno né di più di quella linea sottile che è il momento giusto…la perfezione. Esattamente come la nota che, intonata, cammina come un funambolo su quella retta immaginaria che è la musica!

Canto: “Il nostro corpo e’ uno strumento suonato dal respiro e dal respiro tutto ha origine…”
La voce è uno strumento duttile e misterioso che non smette mai di sorprendere e che regala continue emozioni, all’interno del corso si affronteranno inizialmente gli aspetti principali legati alla fisiologia e alla respirazione e ad un uso consapevole di timbriche e risonanze per trovare un modo assolutamente naturale e sano di cantare. Si metteranno in pratica gli elementi elaborati applicandoli ai vari stili (pop, rock, jazz, musical, ecc…), impareremo ad affrontare provini ed audizioni in ambiti diversi fino ad arrivare all’improvvisazione e alla sperimentazione, qualità fondamentali spesso richieste ad un attore.

Canto e interpretazione: Insegnante di canto e insegnante di recitazione lavoreranno insieme allo scopo di rendere il cantante consapevole che la voce non è l’unico strumento che ha disposizione ma anche il palcoscenico, con cui interagirà fino ad amarlo…per conquistare poi quella confidenza, fiducia…libertà di essere anche e soprattutto un interprete.

 

Stage-fighting: Agli esordi del Cinema…grandi interpreti come Charlie Chaplin, Buster Keaton…erano controfigure (stuntmen) di loro stessi nelle scene più pericolose. E lo stesso Stanislavskij formava dei veri e propri attori/atleti nelle sue lezioni. I suoi esercizi prevedevano oltre che una grande concentrazione anche una notevole preparazione fisica. A Londra è una materia inserita normalmente nell’ordinamento della scuola e prevede la simulazione di combattimenti corpo a corpo o con armi bianche sul palco o davanti alla macchina da presa. Noi abbiamo deciso di non trascurarla.

 

L’arte del movimento: Le analisi del movimento di Rudolph Laban (danzatore, coreografo e maestro, nonché padre della danza moderna europea) si diressero allo stimolo delle emozioni attraverso il lavoro fisico, l’impegno muscolare dell’attore. “Si devono FARE i movimenti per apprezzare pienamente il loro potere e il loro significato.” Il lavoro del corpo non è solo tensione fisica, ma anche fonte di una vasta gamma di emozioni, utile alla nascita dell’interprete.

 

Danza: Verrà suddivisa in quattro branche.

Moderna per chi è già ballerino e vuole continuare a mantenere il suo talento, per arricchire il proprio bagaglio artistico.

Danza moderna e interpretazione: durante la lezione l’insegnante di danza lavorerà insieme all’insegnante di recitazione per sviluppare l’espressività del ballerino/attore.

Tango argentino per tutti. Il Tango argentino contribuisce notevolmente al lavoro dell’attore su se stesso e sulla propria anima espressiva. Sulla milonga, il Tanghero non si limita a ballare con la propria partner, ma insieme…ballano la loro storia.

Tango argentino e interpretazione: l’insegnante di Tango argentino e l’insegnante di recitazione lavoreranno di concerto sull’attore/Tanghero.

 

Stage: Una volta al mese, da Ottobre a Marzo, per tutti e sei i mesi, un noto professionista terrà uno stage inerente al proprio ambito lavorativo. Stage-fighting, Recitazione, Regia, Casting, Agenzia spettacolo, Comunicazione.

  • Share/Bookmark

Stampa pagina Stampa pagina