La nostra scuola nasce con l’obiettivo specifico, generalmente dato per scontato, di infondere nell’attore l’abilità di interpretare un pezzo (che sia cantato, recitato o danzato). Noi siamo fermamente convinti che l’interpretazione debba sempre andare di pari passo con la tecnica. La tecnica è un qualcosa che può essere appresa con lo studio, la dedizione, il sacrificio…la creatività invece regna dentro di noi fin dalla nascita e spesso poi ci si dimentica di averla, offuscata da condizionamenti familiari, sociali, ambientali e soprattutto razionali.
L’arte del gioco: quella grande capacità del bambino di vivere appieno il personaggio che interpreta nei giochi con i suoi coetanei. Tale capacità è innata! La capacità interpretativa, appunto, non può essere insegnata ma stimolata, non va trasferita dall’insegnante, ma ricercata dall’insegnante all’interno dell’attore stesso, perché ognuno di noi è dotato di una propria abilità espressiva…e soprattutto di una propria natura, che deve essere rispettata. L’attore dovrà essere messo in grado di acquisire coscienza e sicurezza della propria identità.
Chiacchiere a parte, la Scuola, con l’introduzione di nuove discipline e la rielaborazione di discipline già esistenti, ha voluto creare un ordinamento accademico, teso alla formazione di un artista versatile e completo, di un interprete.
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